Juventus-Porto: Ronaldo si gira in barriera e praticamente consegna la qualificazione agli avversari. Milan – Udinese, Larsen al 96′ prende la palla con le mani con spirito pallavolistico, permettendo il pareggio dei rossoneri. Solo considerando le partite degli ultimi due mesi, si potrebbero osservare innumerevoli casi simili. A nostro modo di vedere nel calcio non viene dato sufficiente peso ad un aspetto che invece è fondamentale: quello che riguarda l’attenzione del giocatore. Se errori di questo tipo fossero commessi da altri tipi di atleti, come i motociclisti, le conseguenze potrebbero essere molto più drastiche rispetto ad un pareggio; se fortunati passerebbero le successive settimane in ospedale. È una provocazione, certo, ma anche no. Il periodo invernale, privo di gare, viene trascorso dai piloti ad allenarsi sul valutare i settori di ogni circuito in cui poter abbassare lievemente l’attenzione e quelli in cui è necessario mantenerla a livelli massimi. Passiamo agli sport di combattimento: come nel motociclismo, anche in queste discipline sono presenti delle fasi in cui una minima distrazione può costarti la fine della competizione, e magari anche qualche osso rotto, e per questo motivo l’atleta lavora quotidianamente sugli aspetti attentivi e sul quando o meno è possibile calare leggermente la concentrazione. Un ultimo esempio può venire dal Biathlon: gli atleti, che sciano e sparano, sono così consapevoli del loro corpo e così abituati a “sentirsi”, da riuscire a sparare quando il loro cuore si trova in diastole, momento prediletto per uno sparo preciso, rispetto alla sistole.
Gli avvenimenti calcistici riportati precedentemente sono solo piccoli esempi che rendono possibile l’emergere di una grossa lacuna del calcio: in questo sport non si pone il giusto interesse agli errori, agli aspetti attentivi. Non si lavora sulla consapevolezza del proprio corpo e sulla modulazione strategica dell’attenzione. Un ultimo aspetto relativo alla qualità dell’allenamento del calciatore riguarda l’approccio al goal. Guardando canali come Milan TV o Inter TV bastano pochi minuti per capire che generalmente in allenamento viene data maggiore importanza alla costruzione dell’azione, agli schemi per arrivare davanti alla porta, che allo scopo vero e proprio del gioco del calcio: fare entrare la palla nella porta. Prove su prove, schemi su schemi, poi quando è ora di provare i rigori si va sul pallone e si tira senza pensieri, senza preparare una situazione che poi in partita porta in campo variabili non allenate, come la gestione dell’ansia, la paura, i cori e i fischi che arrivano dagli spalti, facendo così emergere le carenze dell’allenamento degli atleti.
Oltre agli ambiti che, nel calcio, andrebbero migliorati dal punto di vista qualitativo, è necessario chiamare in causa anche l’aspetto quantitativo dell’allenamento. Un calciatore di alto livello si allena, solitamente, significativamente meno di molti altri sportivi. Basta confrontare le 15/20 ore di allenamento dei calciatori, da sommare a una o due partite a settimana, con quelle dei tennisti, che sono costantemente impegnati tra preparazione atletica, ore in campo e tornei che durano anche di più di una settimana e con partite prive di un orario di fine prestabilito, per capire che in realtà il training di un calciatore, fisico e mentale, può aumentare ancora di molto. Sotto questo profilo noi consideriamo importante che nel calcio si lavori in maniera più sistematica sul tema dell’attenzione e riteniamo necessario che si strutturino dei lavori intensivi e focalizzati. Ecco perché nel nostro centro creiamo e organizziamo lavori dedicati a questo aspetto, insieme alla strutturazione di percorsi per il miglioramento delle capacità strategico-tattiche e motorie del giocatore. All’interno del settore “Ethica Calcio”, infatti, allenatori, preparatori atletici, psicologi, fisioterapisti e molti altri professionisti lavorano in completa sinergia tra loro e con lo sportivo, permettendo uno sviluppo a 360° dell’atleta e lavorando su tutte le aree che aiutano lo sportivo a diventare un professionista.
TUTTI ATTENTI AL CALCIO. LA SUPERFICIALITÀ DEL CALCIO E DELL’ALLENAMENTO DEL CALCIATORE

22/03/2021


