Già da alcuni anni, il Dottor Sammy Marcantognini si occupa di elaborare ed attuare percorsi formativi e performanti per arcieri di medio e alto livello, affinché essi lavorando in maniera attiva sulla propria persona e affrontando certe problematiche, possano riuscire a migliorare e sviluppare la loro carriera professionale. Ethica Center e la società A.S.D. Arcieri Città di Rimini – Seven Arrows hanno stretto un’importante collaborazione per permettere agli atleti iscritti di lavorare più intensamente sull’allenamento mentale, considerato aspetto determinante per la prestazione nelle loro gare.

Attraverso una serie di incontri, svolti sia nella propria sede che in quella di Ethica, gli atleti lavorano sulle proprie difficoltà relative all’allenamento e alla gara stessa, con l’obiettivo di migliorare la propria perfomance.

Il problema che più frequentemente si riscontra fra i professionisti arcieri è quello del Target Panic,

una specifica forma di ansia da prestazione che può raggiungere alti picchi d’intensità e che giunge precisamente nel momento in cui l’atleta deve trovare una buona mira per scoccare la freccia e centrare il bersaglio. Nello specifico l’atleta, imponendo a sé stesso l’obbligo di dover attuare una performance perfetta, nel momento in cui è alla ricerca di precisione e fermezza si trova a dover combattere con l’emozione dell’ansia, la quale non viene immediatamente accettata ma al contrario soppressa o ignorata. L’arciere, non riuscendo quindi ad adottare una procedura adeguata, si prefissa e sviluppa rigidi schemi mentali che lo conducono, contrariamente alle sue aspettative, ad una sorta di impasse mentale e fisico. Quest’ansia, che è legata sicuramente all’ansia di dover cercare la mira, di dover cercare la focalizzazione, è connessa a radici più antiche, correlate anche alla motivazione stessa dell’atleta di fare una buona azione.

Ethica Center consiglia e sceglie di abbracciare un approccio differente da quello appena descritto.

L’approccio adottato è quello di condurre e guidare l’atleta a riconoscere e vivere la propria ansia, osservando nei dettagli sia dal punto di vista cognitivo sia dal punto di vista muscolare cosa essa crei e come si manifesti. È importante in particolare che l’atleta focalizzi l’attenzione sul suo corpo e su come, per esempio, il respiro possa divenire più corto, i muscoli più tesi, la vista meno lucida e più offuscata e su come la frequenza del cuore possa aumentare.

I primi passi che l’atleta compie durante il suo percorso sono quindi diretti al raggiungimento di uno stadio di consapevolezza, che implica il riconoscere l’ansia come un prodotto di alcune motivazioni e spinte che risiedono in lui, giungendo in maniera coraggiosa all’accettazione di tale condizione.

Solo dopo aver raggiunto tali step si può iniziare un vero e proprio lavoro di MENTAL TRAINING, assieme all’atleta. Tale lavoro ha l’obiettivo di incrementare le abilità e le funzioni attentive dello sportivo, sviluppando le sue capacità di riuscire a dirigere l’attenzione sulle proprie azioni, su aspetti tecnici o su alcuni rituali e trigger che permettono al soggetto di focalizzandosi sul momento presente.

Lavorando con e su sé stesso, poi, l’atleta può scoprire particolari e proprie modalità che nel tempo è solito attuare; “procedure standard”, che egli adotta per sentirsi e potersi sentire maggiormente sicuro, una sorta di “coperta di Linus”. Tali schemi e procedure potrebbero quindi essere legati al concetto Winnicottiano definito “oggetto transizionale”.

Altro tema implicato nel lavoro con l’atleta, scegliendo di adottare quest’ultimo approccio, è quello dell’attivazione. Ethica Center e i suoi collaboratori amano utilizzare la metafora della temperatura, comunicando l’idea che ciascun atleta possieda un termostato, su cui possa focalizzarsi per trovare la temperatura più adeguata ed efficiente per effettuare l’azione, ai fini della messa in atto di una prestazione ottimale. Stimolando certe procedure di attivazione, focalizzandosi per esempio sulla respirazione, sul feetwork, si può per esempio alzare la temperatura del proprio termostato, mentre focalizzandosi più sull’appoggio alle gambe e sui talloni, cercando di respirare in modo diaframmatico, si può per esempio abbassare la temperatura del proprio termostato. Anche con la mandibola si può in linea di massima lavorare sull’attivazione o la disattivazione del termostato, attraverso la forza e l’intensità del morso: stringendo aumenta l’attivazione, e viceversa.

In relazione a tali aspetti, è di fondamentale importanza per l’atleta, ai fini di un suo miglioramento, che già nella fase dell’allenamento egli riesca a riconoscere e conoscere in maniera più approfondita quali sono le sue particolari modalità e le pratiche che tende ad attuare.

Imparando a definire e a cogliere in maniera nitida e chiara quali sono le sue procedure, analizzandole sotto un punto di vista analitico, tecnico e mentale e in particolare effettuando durante l’allenamento delle simulazioni pratiche di gara, l’arciere può riuscire ad effettuare eventuali accorgimenti modificatori relativi a tali pratiche, che gli consentiranno di acquisire sempre più sicurezza ai fini di una più ottimale e migliore prestazione durante le gare successive. Pertanto, sperimentando simulazioni di gara, toccando con mano ed entrando in contatto con le emozioni e gli stati d’animo stimolate da determinate situazioni di stress emotivo e vivendo più in profondità determinate situazioni, l’atleta può riuscire a maturare con caparbietà e dedizione un atteggiamento più maturo e ponderato, necessario e funzionale alla propria crescita professionale.

Team Ethica