Durante una formazione condotta da Sammy Marcantognini rivolta ad allenatori ed educatori, è stato affrontato un tema centrale per chi lavora con i bambini: come osservare e favorire realmente l’apprendimento.

La tecnologia può aiutare a raccogliere dati e misurare le prestazioni, ma non può sostituire la capacità dell’allenatore o dell’educatore di guardare e comprendere ciò che accade.

Apprendere non significa soltanto ripetere un gesto fino a renderlo automatico. Significa costruire un bagaglio di esperienze, positive e negative, che permetta al bambino di affrontare situazioni diverse e trovare nuove soluzioni.

Per questo non è sufficiente chiedersi: “Ha fatto bene?” È altrettanto importante domandarsi: “Che cosa ha cercato di fare? Ha modificato la propria strategia? Ha trovato una soluzione diversa?”

Il gioco diventa così un contesto privilegiato: il bambino deve osservare, scegliere, sbagliare, adattarsi e trovare soluzioni. L’errore non è necessariamente qualcosa da correggere subito, ma può essere un’informazione utile per costruire nuove possibilità.

Il ruolo dell’educatore è quindi creare contesti chiari ma non completamente predeterminati, lasciando spazio alla sperimentazione e all’autonomia.

Il messaggio centrale della formazione è semplice: prima di correggere, dobbiamo imparare a osservare. Perché apprendere non significa soltanto fare ciò che l’adulto considera corretto, ma diventare progressivamente capaci di affrontare situazioni nuove.