Il seguente articolo è estratto dall’ottavo capitolo del libro “Elogio dell’incertezza”, intitolato “Il carattere”.
A cura di Camilla Barbaresi.
Nel seguente articolo tratterò della formazione dei tratti del carattere scomodando uno psicoterapeuta degli anni ’50: Alexander Lowen.
“Non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si è imparato a leggerlo”.
Il carattere è l’atteggiamento corporeo e socio-relazionale che appartiene all’individuo e che si è formato partendo da un nucleo di energia iniziale che è incorporato nell’embrione e prende direzioni diverse a seconda delle esperienze che farà.
Che cos’è l’energia secondo Lowen? È espressione di sé che si manifesta attraverso processi fisiologici e psichici come la respirazione, il movimento e le manifestazioni emotive.
Il nucleo originario della vita ha un’energia pulsante di base, quella che viene consegnata dalla Physis tramite l’incontro tra spermatozoo ed ovulo che genera un’energia di base sulla quale non abbiamo responsabilità. L’embrione, con l’energia dotata dalle azioni della Physis, inizia il suo percorso di esperienze e relazioni. Incontrerà un cuore di mamma che batte con ritmo sintonico al suo o distonico e tormentato dall’ansia ed ecco che l’energia cambia, si modella e l’individuo inizia a costruire un proprio atteggiamento, un proprio carattere. Come tutti i vissuti, l’intensità e la stratificazione del carattere dipendono dall’intensità dell’esperienza.
I genitori sono i principali responsabili della formazione del carattere del figlio.
L’ovulo fecondato si annida nell’utero ed inizia la sua formazione.
Lowen, in base ai tipi di utero che incontra l’embrione quando ne fa ingresso, individua cinque tratti di personalità.
Se l’ovulo trova un utero freddo, una madre che non riesce ad accogliere il nuovo individuo in maniera adeguata, ecco che esso si rifugia nella testa, nei pensieri e nella fantasia che diventano la sua difesa, il suo rifugio. Il bambino che ha trovato un “freddo emotivo” non potrà sviluppare un rapporto pieno con i suoi sentimenti; questo individuo viene chiamato da Lowen lo Schizoide.
Le difese caratteriali, essendo modalità che l’organismo mette in piedi per difendersi e preservare la propria vita, non sono mai negative. Senza difese saremmo estinti.
Ma, quando le esperienze sono molto potenti e gli ambienti molto influenti, gli atteggiamenti possono diventare patologici ed il carattere non sarà più una modalità con cui viviamo, ma diventerà una prigione nella quale saremo rinchiusi.
Le nostre difese vanno sempre rispettate, ma quando queste diventano forti e radicate possono far sprofondare l’individuo nella malattia.
Un altro tipo di tratto di personalità che Lowen identifica è l’orale. Il bambino che presenta una grande concentrazione di energia nella bocca e nel suo bisogno di nutrirsi di affetto di cui ne ha avuto mancanza durante il periodo di feto dove ha incontrato una madre che non riesce a nutrirlo. Il bambino non prende il latte dal seno materno o lo prende ma il suo succhiare è viziato dall’emozione dell’altro. In questo caso siamo di fronte ad un individuo dipendente dalle relazioni affettive. Quando l’ambiente e le relazioni sono molto traumatiche si può arrivare ad una fase patologica.
Il terzo tipo di carattere viene chiamato da Lowen: lo psicopatico. Si tratta di quella difesa basata sul “tirarsi su”, sull’essere bravo, riconosciuto ed amato. Questa difesa si crea come risposta ai desideri o alle frustrazioni che, involontariamente, il genitore proietta sul figlio attuando una manipolazione. Questo atteggiamento è caratteristico anche del vissuto della paura. Nella fase salutare, lo psicopatico, può essere un ottimo organizzatore e coordinatore, mentre nella fase patologica può diventare un soggetto pericoloso. La sua ferita è la manipolazione che ha subito e, manipolando l’altro, manipola se stesso ad incontrare il suo vero sé.
Crescendo il bambino, ormai diventato un fanciullo, incontra genitori che gli danno delle responsabilità grandi. In questo modo si crea il carattere masochista. Affidabile, bravo corretto e leale, ma ha un grande problema come il dire “no” con il mettere il confine. Quando era piccolo, se diceva “no” il genitore prendeva due strade opposte che creavano in lui lo stesso tipo di difesa: o si mostrava dolorante o si arrabbiava facendo sentire il fanciullo non adeguato. Il fanciullo ha ingoiato questo “no” diventando bravo e disponibile con la conseguenza di avere un carico di rabbia bloccato, a meno che non venga toccato un punto importante per il masochista dove questa rabbia può diventare assassina.
Il bambino cresce ancora e conosce il complesso di Edipo, dove il fanciullo si innamora del genitore opposto e si mette in competizione con il genitore dello stesso sesso. L’Eros è l’energia più potente al mondo. È energia pura e naturale, intima e protetta dagli invasori come un tesoro segreto ma non pericoloso. È movimento ed energia sul quale sono stati fatti due grandi danni di diverso tipo: da una parte la modificazione e l’esposizione dell’Eros, dall’altra parte calpestandolo e vietandolo, non dandogli la giusta dignità ed importanza. Lowen chiamò questo carattere il rigido. L’orgoglio è una sua caratteristica, il carico di energia è equilibrato e proporzionato all’interno del proprio corpo. Ama la sfida ed è un lavoratore. Puoi fidarti di lui, ma lui farà fatica a fidarsi di te.
Lowen quindi ci insegna a studiare la struttura caratteriale con attenzione e consapevolezza perché, prima dell’etichetta che vogliamo dare al nostro o altrui carattere, esiste la persona con la sua individualità ed identità.
Dovremmo entrare in empatia osservando le nostre difese, e quelle dell’altro, essendo consapevoli della loro forza e della loro resistenza al cambiamento.



