A cura del Dott. Forcellini William

 

Venerdì 4 dicembre, condotto dal dott. Marcantognini Sammy, si è svolto il primo incontro di un corso di formazione, che attraverso una modalità operativa utile ed efficace, ha esplorato tutti gli aspetti della leadership, partendo da quelli più nascosti per arrivare a quelli più visibili.

L’obiettivo di questo percorso è quello di offrire strumenti utili per affrontare e gestire situazioni in cui siamo chiamati a “condurre” noi stessi e gli altri.

Tutto ciò richiede un lavoro su di sé che non può esimersi dal passaggio attraverso un travaglio interiore, “l’inferno”, come l’unica strada che ci permette di individuare il nostro talento, che il più delle volte risiede nella parte meno stabile e più oscura di noi.

Una leadership efficace e funzionale è caratterizzata da una crescita esponenziale del proprio carisma denotato come “grazia divina” che si esprime nella nostra parte interiore più folle, attraverso quelle esperienze che ci sono capitate o che abbiamo scelto di farci capitare.

Il presupposto di partenza per una buona leadership è dunque, come dice Nietzsche, che ogni costruttore di nuovi cieli deve essere passato per forza dall’inferno, per vedere potenziate e affinate le proprie capacità di conduzione.

 

Questo primo incontro nello specifico, ha preso avvio dal concetto di motivazione, facendo riferimento al fatto che chi ha un buon perché trova sempre il modo, riuscendo a sopportare ogni come, nelle consapevolezza che tutto risiede nella propria inclinazione.

Un primo punto focale consiste nel capire se l’obiettivo per cui ci prodighiamo appartiene a noi stessi oppure è condizionato da persone o fattori esterni.

Il proprio obiettivo, infatti, lo si trova guardandosi allo specchio, mettendo in rilievo le proprie fragilità e avendo coraggio nell’autorivelarsi.

Base fondamentale per la riuscita di qualunque progetto è la sacralità dell’obiettivo, che deve esprimersi con un atteggiamento quasi religioso, perché questo è ciò che costruisce la propria forza e il proprio potere, che poi si trasformerà in autostima, permettendoci di sopportare ogni sacrificio, senza trascurare di lasciare sempre la possibilità agli altri di disquisire sul progetto, mantenendo però una cieca fiducia nello stesso.

Un altro aspetto da tener bene in considerazione, qualora si decidesse di intraprendere una situazione in cui fosse richiesto di assumere un ruolo di conduzione, è la rassegnazione, come atteggiamento costruttivo ed abilità nello stare nella solitudine, in quanto ciò è inevitabile.

Un accento particolare è stato posto sull’importanza del comportamento ecologico del leader, che deve avere buon fisico e mantenersi in salute, essere aristocratico (fare ciò che fa bene a se stessi) e disciplinato, così come folle e visionario, ma con un metodo ben preciso e strutturato.

All’interno del “comportamento ecologico” necessario per chi decide di assumere un ruolo di leadership, è la gestione del tempo, in riferimento al quale è necessario mantenersi uno spazio di libertà per sé stesso in modo tale da non rischiare di essere sempre troppo occupato.

E’ fondamentale inoltre che il leader abbia una componente erotica in se stesso, metta passione in ciò che fa e riesca a trasmetterla, trovando sempre una soluzione ad ogni imprevisto e rimanendo disponibile al conflitto.

 

Un’altra importante capacità di leadership esplorata durante l’incontro, è quella del mettersi ad un piano superiore, evitando il risentimento e le reazioni impulsive, ma agendo in base alle proprie convinzioni, fermo restando che un buon stile di conduzione necessita di modelli che comunque ad un certo punto è bene arrivare ad uccidere.

 

 

Tutto ciò comporta in sintesi di “saper rischiare” per creare qualcosa di grande, affinché il proprio obiettivo personale diventi obiettivo di tutti.

La felicità non deve essere un fine, ma il modo in cui ci si approccia ai propri obiettivi, un battito pulsante, non continuo, dove anche la tristezza assume un ruolo fondamentale nel far sì che la felicità sia maggiormente vissuta.

 

A cura del Dott. Forcellini William