La ludopatia costituisce un notevole problema, anche se ultimamente, o forse da sempre, è qualcosa che è rimasto tra le righe, perché come tipo di dipendenza non è così visibile e tangibile come può essere una dipendenza da sostanze o da alcol, che hanno delle ripercussioni a livello corporeo-fisico, ma in realtà molto spesso la ludopatia può portare a delle problematiche anche più serie e gravi.

 

Il gioco d’azzardo patologico (GAP), più comunemente chiamato ludopatia, è un disturbo psicologico inserito nel DSM-5 (il manuale più utilizzato al mondo dagli specialisti per la diagnosi dei disturbi mentali e psicopatologici) all’interno della categoria delle “dipendenze comportamentali”.

 

Le dipendenze comportamentali, a differenza delle dipendenze da sostanze, non riguardano più l’assunzione di principi chimici e infatti, in questo caso, l’oggetto della dipendenza è un comportamento o un’attività che nella fase iniziale è per lo più lecita. Per la maggior parte delle persone queste attività (sesso, cibo, amore, denaro, gioco…) fanno parte della normale vita quotidiana, ma per alcune di esse possono assumere caratteristiche patologiche quando raggiungono un certo livello di eccesso e di pericolosità per la persona stessa, manifestandosi con un’incontrollata necessità di dover mettere in atto un comportamento specifico al fine di trovare immediata soddisfazione ad un bisogno, quasi come per un tossicodipendente assumere la sostanza.

 

 

Le dipendenze comportamentali e le dipendenze da sostanze condividono comunque le stesse cause e conseguenze e hanno elementi in comune quali il craving (desiderio improvviso e incontrollabile), l’astinenza e la tolleranza (necessità di aumentare la quantità dell’oggetto della dipendenza).

 

Nel nostro centro Ethica|Center abbiamo un reparto che si occupa di prevenzione, diagnosi e cura delle ludopatie, nel quale le stesse vengono affrontate in modalità differenziate in relazione alla problematica specifica, alla persona e alla sua età.

Ultimamente stanno arrivando alla nostra attenzione molti casi di dipendenza da videogiochi (internet gaming disorder) che vedono coinvolti soprattutto adolescenti, dai 9-10 anni fino ai 16-17. Questo tipo di dipendenza si è infatti rafforzata in relazione al periodo di lockdown, poichè i ragazzi, rimasti per molte ore a casa, hanno dovuto rinunciare alle attività sportive e di movimento nonchè alla socializzazione.

I tratti caratteristici di questa dipendenza sono un’esacerbata aggressività, una forte preoccupazione riguardo al gioco, una perdita di interesse verso altre attività e una compromissione delle relazioni interpersonali. Uno dei giochi più utilizzati e più praticati è “fortnite” caratterizzato da forti elementi attrattivi, oltre ad una chat che mette in connessione i partecipanti tra di loro.

Come conseguenza i soggetti che fanno abuso di videogiochi sviluppano evidenti e forti risposte reattive con delle ripercussioni molto serie in termini di un’ aggressività  rivolta verso i genitori, verso gli adulti in genere o verso i pari.

 

Presso il nostro centro Ethica abbiamo anche dei casi di dipendenza da gioco d’azzardo, in particolare dipendenza da slot-machine e, ultimamente, numerosissimi casi di dipendenza da gratta e vinci. Come dicevo prima, queste varie dipendenze, che racchiudiamo sotto la categoria delle ludopatie, sono delle dipendenze che non destano preoccupazione o allarme, almeno in una prima fase, come invece possono suscitare la dipendenza da alcol o da sostanze psicotrope, proprio perché sono meno eclatanti. Il soggetto infatti può starsene in casa tranquillo a giocare con dei videogiochi piuttosto che in un bar di fianco ad altri soggetti ad usare una slot-machine o  fermarsi in maniera compulsiva in punti vendita per acquistare dei “gratta e vinci”, ma i sintomi e le problematiche correlate a questo tipo di comportamento, nel momento in cui esordisce la dipendenza, sono veramente le stesse delle dipendenze da sostanze. Il soggetto si avvicina ad un abuso, con la conseguente perdita di controllo, in quanto sente delle fragilità emotive, dei vuoti interiori e per tanto l’utilizzo e l’iperutilizzo del dispositivo, piuttosto che dell’azione di gioco, lo portano, inizialmente, in una fase di anestesia, come se in qualche modo quel tipo di attività lo distaccasse dalle emozioni negative che lui non vuole sentire. La dipendenza fornisce una sorta di illusoria possibilità di distaccarsi dalle problematiche, di elevarsi al di sopra, di non essere sopraffatto dai propri problemi esterni ed interiori, che sono i propri vissuti emotivi, ma questa modalità nel tempo diventa compulsiva.

 

C’è anche una sorta di attrazione legata al gioco stesso cioè a quel desiderio di vincere piuttosto che a quella sottile paura di perdere e quindi si muove anche qualche parte emotiva legata al rischio, che trasforma la situazione in qualcosa di attraente per alcuni aspetti, rendendo poi il soggetto dipendente. Le conseguenze sono molto vicine a quelle della dipendenza da sostanze come gli effetti negativi legati alla salute perché, per esempio, per quanto riguarda l’abuso di videogiochi, un contatto molto elevato con il display può portare ad una deformazione e distorsione del sistema nervoso, ad una sedentarietà importante e, come dicevo prima, anche a forme di aggressività eterodirette e autodirette. Le ulteriori conseguenze sono anche quelle emotive, psicologiche e sociali, legate al rapporto con il mondo, senza tralasciare tutte le problematiche che chiaramente si ripercuotono sugli aspetti economici che possono generare di conseguenza dei debiti e una complessa gestione finanziaria ecc..

 

Tristemente devo constatare che negli ultimi mesi sono arrivati dei casi di bambini abbastanza piccoli con delle diagnosi di autismo fatte da reparti di neuropsichiatria infantile, ma la nostra diagnostica e il nostro modo di operare tramite il movimento e la relazione ci hanno permesso di capire che il problema reale non era l’autismo, patologia abbastanza oggettiva legata a una modificazione istologica del sistema nervoso. La problematica riscontrata nei bambini infatti era conseguente ad una dipendenza molto precoce da video, cioè i soggetti erano stati esposti a un contatto video di tablet, televisione e telefonino per molte ore al giorno e questo aveva innescato uno stato di dipendenza. Essi mostravano una sorta di condizione “autistica” ma non di autismo, caratterizzata da distacco dalla realtà, da chiusura in se stessi ma anche, come dicevo prima, da una pronunciata aggressività. Interrogando la famiglia sono emerse delle informazioni riguardo al fatto che i bambini stavano a casa tante ore davanti al televisore, che quando si andava al ristorante si accendeva il telefonino per farli stare fermi. C’era quindi un continuo prodigarsi per fornire dei display elettronici al fanciullo perché si autogestisse. Tutto questo, visto che erano fanciulli molto piccoli con un sistema nervoso fragile e malleabile, ha portato facilmente ad una deformazione del tessuto cerebrale e quindi a conseguenze che potevano far pensare all’autismo, mentre in realtà non era nient’altro che una pronunciatissima dipendenza da video.

Presso il nostro Centro, appunto, ci occupiamo di prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi da dipedenza da gioco, video e dalle nuove tecnologie.

 

Detto questo, in relazione a quello che noi osserviamo riguardo a questa problematica, come centro Ethica, siamo arrivati ad una riflessione che vorremmo condividere e anche fare diventare una proposta. Qual è la riflessione? Noi crediamo che l’arma migliore sia quella della prevenzione. La prevenzione parte da molto lontano con l’educazione delle persone a 360 gradi e sicuramente con l’informazione prima, ma anche con la stimolazione a comportamenti virtuosi, quali stare all’aria aperta, il gioco, il movimento e la cura del corpo, dell’anima, della psiche e della propria persona a tutto tondo.

 

È fondamentale porre l’attenzione al fatto che alcuni comportamenti che all’inizio possono sembrare poco invasivi, alla fine possono dar vita a delle vere e proprie dipendenze. Le modalità di prevenzione sono migliaia ma noi vorremmo porre l’accento su un tipo di atteggiamento che secondo noi può essere estremamente pericoloso: in base alla nostra casistica abbiamo rilevato che molte ludopatie, soprattutto quelle riferibili ai gratta e vinci, sono partite da certi tipi di situazione, di atteggiamenti e di comportamenti che si potrebbero facilmente evitare. Nello specifico intendo quella situazione che si vive quando una persona si presenta a un punto vendita chiedendo una merce che può essere un caffè, un pacco di caramelle piuttosto che un giornale o qualsiasi altra cosa e il venditore oltre alla merce richiesta, pone la seguente domanda: “vuole anche un gratta e vinci?”. Sostanzialmente, un gratta e vinci non fa male a nessuno, ma la problematica è che per i soggetti con delle carenze emotive, con delle fragilità preesistenti e con delle situazioni di stati emotivi e psicologici complessi o che si trovano in fasi della vita che li rendono più fragile, questa proposta può diventare pericolosa e, in qualche modo, può essere un incitamento alla dipendenza. Noi ci scandalizzeremmo se di fronte ad un caffè ci proponessero un pacco di sigarette oppure un bicchiere di superalcolico.

 

A noi dello staff Ethica, anche se la legislazione ha già provveduto ad alcune limitazioni, per lo meno ad informare sulla problematica delle dipendenze, la proposta dell’acquisto del gratta e vinci sembra, ripeto, un incitamento pericoloso per quei soggetti che vivono delle fasi particolari della propria vita o che hanno delle fragilità preesistenti all’interno della loro personalità. Il rischio è che qualcuno possa essere stimolato ad organizzare dei comportamenti compulsivi e anche ossessivi sfociando in una dipendenza, proprio partendo da quell’evento specifico.

 

Detto questo, la ludopatia rappresenta un problema serio che ha bisogno di essere affrontato con attenzione come le altre dipendenze. Il problema del gioco è legato a un movimento economico, a un indotto importante, quindi l’analisi deve tener conto della presenza di significative ed importanti forze coinvolte, senza tuttavia sottovalutare il problema; ciò può essere estremamente pericoloso perché tale dipendenza, molto più di quella da sostanze, può colpire e coinvolgere chiunque.

 

Abbiamo pertanto deciso di offrire pubblicamente questa nostra riflessione, affinché, come accennato sopra, anche tramite un’azione legislativa ben precisa e strutturata si possa arrivare a contenere il più possibile qualunque tipo di comportamento che possa considerarsi un incitamento alla dipendenza.

 

TEAM ETHICA

Dott. Marcantognini Sammy