A cura della dott.ssa Federica Porciello

Oggi giorno, in un mondo così tanto tecnologico, ci troviamo a fare i conti con dispositivi che fanno si che i ragazzi siano iper connessi; si usano cellulari, computer, playstation per lo svago e a scuola di nuovo ancora con la LIM (Lavagna Interattiva Multimediale). Come se non bastasse noi tutti stiamo vivendo un periodo in cui siamo costretti al distanziamento sociale e quindi incontriamo gli amici in videochiamata, facciamo incontri di formazione ondine, lavoriamo in ‘smart working’ modalità di lavoro che dopo questo momento sarà utilizzata ancora e i ragazzi non vanno più a scuola, ma si connettono per la DAD (Didattica a distanza) .

Tutto questo non aiuta, ma piuttosto aumenta l’utilizzo già elevato di questo tipo di dispositivi.

Parlando dei dispositivi più comuni come il cellulare ed il PC (portable computer), possiamo sicuramente dire che sono utilizzati per cose molto utili e infatti non si può negare che per certi aspetti ci abbiano migliorato la vita. Leggiamo il giornale dal telefono, con lo stesso ascoltiamo la musica, leggiamo libri, chiamiamo velocemente in caso di emergenza e siamo a distanza di un tocco sul display da amici e familiari anche lontani.

Ma allora perché parliamo di dipendenza?

Per quanto gli aspetti positivi di tali strumenti sia fuori discussione, è anche vero che vi è un abuso da non sottovalutare. Adulti e ragazzi passano ore e ore a guardare il cellulare senza uno scopo preciso e ore a guardare film e serie televisive dal pc. Adulti e ragazzi giocano concentratissimi alla playstation  per far vincere la squadra del cuore che non segna il gol nella realtà. 

Vero è che il Covid ci ha portato via, non solo tante vite, ma anche la possibilità di andare al cinema, passeggiare, giocare a calcio con gli amici, prendere un caffè per le strade delle proprie città, ma nonostante ciò è nel nostro interesse sfruttare la poca libertà che ci rimane per non sprecarla incollati ad uno schermo.

Pur non essendo pensiero comune, quella da tecnologia è una vera e propria dipendenza e porta con sé dei chiari segnali; l’attenzione cala e si diventa aggressivi mettendo in atto comportamenti disfunzionali e spesso rabbiosi. La differenza rispetto ad altre dipendenze è che mentre per le sigarette o l’alcool, la dipendenza si manifesta dopo il passare del tempo, l’eccessiva esposizione tecnologica danneggia immediatamente a livello fisico e mentale. Sembrerà sciocco, ma si diventa meno belli esteticamente, meno socievoli e meno capaci. Si diventa sedentari e il fisico comincia a modificarsi in base allo stile di vita messo in atto, il viso perde di tono e di vivacità perché riflette le ore passate concentrati su uno schermo troppo luminoso. Si diventa meno capaci nella vita e nello sport; le capacità visuo-spaziali calano velocemente, si perde la visione periferica ovvero la possibilità di vedere chiaramente ciò che ci circonda.

Quello che possiamo fare è auto controllarci. È infatti possibile osservare il tempo di utilizzo del dispositivo nelle impostazioni dello stesso e nonostante non ci sia un blocco da poter porre per evitare un eccessivo consumo, è di certo utile poter visionare quanto tempo siamo stati al telefono e   riconoscere che sia abbastanza per la giornata.

Auto controllo vuol dire responsabilità e per quanto può sembrare strano doversi sentire responsabili su quanto tempo trascorriamo “chattando” è bene che si riconosca quanto girano gli occhi o addirittura brucino, a fine giornata dopo un’ora di chat, un’ora di social network, un paio d’ore di film e poi un atro controllo al social network, su cui credi di avere trascorso 15 minuti scarsi ed invece è passata più di un’ora.

Ad adulti e ragazzi Ethica propone di riflettere insieme e di condividere pareri attraverso incontri online, poichè in questo caso lo schermo è uno strumento prezioso per formare ed informare.. ma dopo.. spegniamo i monitor e corriamo all’aria aperta…!

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